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domenica 23 dicembre 2007

sabato 4 agosto 2007

Uriah Heep



Gli Uriah Heep sono un gruppo hard rock inglese nato agli inizi degli anni settanta.
In origine il nome della band era The Stalkers, mutato poi in Spice e successivamente, dopo l'aggiunta delle tastiere (prima Colin Wood poi Ken Hensley), in Uriah Heep, nome suggerito dal loro manager Gerry Bron preso in prestito dal personaggio presente nel romanzo di Charles Dickens David Copperfield.
Le prime formazioni comprendevano Mick Box (chitarra) David Byron (voce) e Paul Newton (basso) come elementi principali del gruppo che cambiava continuamente batteristi, fin quando nel 1970 uscì il primo lavoro chiamato Very 'eavy...very umble dove alla batteria si avvicendarono prima Ollie Olson (poi batterista con Elton John che in più era un carissimo amico di David Byron) e poi Alex Napier.
Nel 1971 esce Salisbury, un'opera rock monumentale, soprattutto per la suite omonima di 16 minuti suonata insieme ad un'orchestra di 24 elementi che conclude grandiosamente il disco. Da notare anche Bird Of Prey, sicuramente progenitrice di tutto un genere che dalla fine degli anni ottanta verrà definito come Epic Metal.
Una caratteristica della band è sicuramente l'intrecciarsi delle voci che formano melodie d'effetto, metodo molto usato soprattutto nei primi anni sia per pezzi più "Prog" che per quelli più rock come nel bellissimo Medley Rock and Roll dell'album Live (1973).
Sempre nel 1971 esce Look At Yourself: il suono della band diventa sempre più pesante (Look At Yourself, Shadows of grief) e in certi casi anche "sporco" (Tears In My Eyes, Love Machine), ma nel disco sono presenti anche tracce come July Morning (con un assolo di moog di Manfred Mann) e What Should Be Done, splendido esempio del loro lato più soft. In questi anni gli Uriah Heep sono guidati dal multi-strumentista Ken Hensley che oltre a suonare organo, pianoforte, moog, etc. e cantare, si offre come seconda chitarra (principalmente Slide) per molte canzoni di impatto più violento.
Nel 1972 esce quello che viene definito da molti il capolavoro degli Uriah, Demons & Wizards, album nel quale non troviamo più né Paul Newton né Ian Clarke (batteria) che sono stati rimpiazzati dall'ex-bassista di Keef Hartley, Gary Thain e dal batterista Lee Kerslake.
La band trova così la sua formazione più classica con cui registrerà anche The Magician's Birthday (1972), Live (1973), Sweet Freedom (1973) e Wonderworld (1974); nel 1975 Gary Thain verrà escluso dal gruppo in favore di John Wetton (King Crimson e molti altri gruppi) a causa di problemi con l'eroina, di cui Gary abusava continuamente e che lo portò alla morte lo stesso anno.

Da "Wikipedia"

Dedicato alla memoria di Mauro (04.08.1961-31.05.2004)



Wise Man

I sat before the wise man in the autumn of my youth
And I told him all the things I had to know
He said you heard the future if you need to find the truth
And in his eyes I saw that it was so

So I came around and asked him the meaning of live
And as he smiled I saw a twinkle in his eyes
He said with all his years there's still so much he has to learn
And once again, I saw that it was so

Keep on living low and wanting for your turn
Is the only way to ease your concern
If you want to find your dream for sure
You don't wake up too soon
And you'll find that he's a shooting for the moon

Wise man, wise man
Which way should I run
There's so many roads, so many ways to turn
I'm like a blind man, lost in the sun
I wanna be like you and be a wise man too
But I'm looking for an easy way to learn



Uomo Saggio

Mi sedetti vicino all'Uomo Saggio nell'autunno della mia gioventù
e gli chiesi tutte le cose che volevo sapere
Lui disse hai sentito il futuro se vuoi trovare la verità
e nei suoi occhi io vidi che era così

Così continuai e gli chiesi il significato di vivere
e mentre sorrise io vidi uno scintillìo nei suoi occhi
disse con tutti i suoi anni che aveva ancora così tanto da imparare
e ancora una volta, vidi che era così

Continua a vivere modestamente e volendo per il tuo momento
è l'unico modo per attenuare le tue preoccupazioni
se vuoi trovare i tuoi sogni sicuramente
non ti svegliare troppo presto
e ti troverai a mirare alla luna

Uomo Saggio, Uomo Saggio
in quale modo devo correre
ci sono così tante strade, così tanti modi per svoltare
sono come un cieco, perso nel sole
Voglio essere come te ed essere un uomo saggio anch'io
ma sto cercando un modo facile per imparare.

venerdì 3 agosto 2007

giovedì 31 maggio 2007

Tre anni senza Mauro


Non riesco ancora ad accettare il modo beffardo e tragico in cui Mauro ci ha lasciati.

Quel maledetto 21 maggio ricordo che stavo aiutando un tecnico alla configurazione dei server nei locali sotterranei del mio ufficio; lasciai il cellulare sulla scrivania poichè in ogni caso là sotto non ci sarebbe stato campo. Al mio ritorno trovai l'avviso di una chiamata "non risposta" da Mauro ma quando richiamai non rispose più nessuno. Mauro quel mattino era uscito per un giro in paese ma era evidentemente ancora scosso per il feroce litigio avuto con un altro ricoverato, un pedofilo che gli aveva rubato la foto di suo figlio dalla stanza. Ovviamente questo aveva fatto infuriare Mauro, che aveva cercato di recuperare la foto ed aveva aggredito il pedofilo ma era stato fermato dagli infermieri. L'episodio era successo solo la settimana prima e Mauro me ne parlò la domenica quando passai a trovarlo. Comunque nel suo giro mattutino probabilmente assunse qualche medicinale perchè rientrò molto agitato e cercò di nuovo di farsi giustizia da solo (pare anche con un coltello da cucina...) Da qui l'intervento dei sanitari per cercare di sedarlo, poi il suo barricarsi in camera, dove ha evidentemente ingurgitato le pillole che gli sono state fatali.
Io e Sergio siamo andati a trovarlo all'Ospedale di Ciriè, dove è rimasto in coma dieci giorni.
Mi sembrava impossibile che tutto potesse finire così, fino a pochi giorni prima avevamo ancora speranze e progetti, e comunque anche un certo miglioramento rispetto al baratro in cui era sprofondato...

Alcuni giorni dopo, al funerale, io Sergio e Mila non lo abbiamo neanche riconosciuto nella camera ardente...

... non lo sapevi che c'era la morte
quando si e' giovani e' strano
poter pensare che la nostra sorte
venga e ci prenda per mano...
... vorrei sapere a che cosa e' servito
vivere amare e soffrire
spendere tutti i tuoi giorni passati
se presto hai dovuto partire...
... voglio però ricordarti com'eri
pensare che ancora vivi
voglio pensare che ancora mi ascolti
e che come allora sorridi...

E allora voglio ricordarlo come ai bei tempi.
Voglio ricordare quando (ai tempi delle medie) sono stato operato di appendicite e Mauro mi veniva a trovare, e dalle risate mi tiravano i punti...
... quando passavamo interminabili pomeriggi a giocare a Risiko ascoltando Uriah Heep...
... quando suonava la chitarra (magari con anche suo fratello Alberto) e cantavamo a squarciagola...
... quando venne a trovarmi portando una torta di panna e inciampando ci cadde sopra...
... quando facevamo le partite di ping-pong ai 1000...
... e le vinceva tutte lui!
... quando a ping-pong, in doppio insieme, facevamo "il giro" dietro agli avversari...
... quando ci trovavamo alla domenica mattina al bowling Mirafiori per i tornei di ping-pong, e prima ci allenavamo giocando su 5 tavoli contemporaneamente (divertentissimo)...
... quando con Sergio e Massimo Picco giocavamo di notte a pallone ai giardini...
... quando poi non bastava e giocavamo a football americano (o a frisbee) in mezzo a corso Vittorio...
... quando si passava le serate al bar di piazza Rivoli con i primi videogiochi...
... quando si passavano le notti in birreria da Alberto in lungo Po Antonelli...
... e facemmo un duello a pizzette in faccia in mezzo al locale...
... quando frequentando entrambi una ragazza, dopo averla accompagnata a casa tirammo la moneta per chi avrebbe dovuto provarci...
... e vinse lui...
... quando scendevamo da Superga in macchina ma io al posto di guida e lui seduto sul tetto!...
... quando partivamo in discesa a monopattino con la sua Mini Minor...
... quando andammo a dormire a Selvaggio, con Liliana e anche Marco Bono, e al mattino Mauro mi passò Liliana attraverso la finestra e la posai sulla neve in camicia da notte (diciamo così...)
... quando mi sparì la 500 e riapparve nel parcheggio della caserma di Bellinzago dove Mauro faceva il militare...
... quando gli insegnavo a guidare e tamponò una macchina in sosta perchè voleva salutare una sua professoressa e tolse le mani dal volante per aprire il finestrino...
... quando aveva la Mini con i freni guasti e tamponò una macchina in sosta... quella del meccanico da cui stava andando per farla riparare...
... quando venne a trovarmi all'Internet Point un certo sabato mattina in cui ero a terra, e anche se lui era in condizioni peggiori delle mie, mi aiutò tantissimo...
... quando facemmo una settimana di ferie insieme con la sua Panda bianca, in cui viaggiavamo, mangiavamo e dormivamo... (fu devastante)
... quando in un'estate passata insieme a Selvaggio, con Danila e la mamma, facemmo per tutto un pomeriggio salto in alto adoperando erba e fieno come materassino di atterraggio...
... e solo quella notte scoprii di essere allergico...
... quando spostammo l'ora a tutte le sveglie e orologi della casa e Danila e la mamma si alzarono alle cinque mentre noi tornavamo a dormire...
... quando agli autoscontri in piazza, a Giaveno, gli caddero gli occhiali in pista e una macchina gli passò subito sopra...
... quando Mauro recuperò quegli occhiali tutti appiattiti e li buttò in un cestino...
... quando poi, tornati a Selvaggio (3 km.) si ricordò che la montatura era d'oro e tornammo in bici a riprenderla!...
... quando Mauro fece ad Alberto lo scherzo "di Liliana"...
... quando andavo a casa sua con il 56 ed entravo dalla sua finestra da via Duchessa Jolanda...
... quando andammo a trovare il figlio Francesco al mare, dove era in ferie con la mamma...
... ... ... ... ... ... ...

Shine On You Crazy Diamond
Remember when you were young,
you shone like the sun.
Shine on you crazy diamond.
Now there's a look in your eyes,
like black holes in the sky.
Shine on you crazy diamond.
You were caught on the crossfire of childhood and stardom,
blown on the steel breeze.
Come on you target
for faraway laughter,
come on you stranger,
you legend,
you martyr,
and shine!
You reached for the secret too soon,
you cried for the moon.
Shine on you crazy diamond.
Threatened by shadows at night,
and exposed in the light.
Shine on you crazy diamond.
Well you wore out your welcome with random precision,
rode on the steel breeze.
Come on you raver,
you seer of visions,
come on you painter,
you piper,
you prisoner,
and shine!

Splendi su di te, diamante pazzo
Ricordi quando eri giovane,
splendevi come il sole.
Splendi su di te, diamante pazzo
ora c’è un’espressione nei tuoi occhi,
simile ad i buchi neri nel cielo
splendi su di te, diamante pazzo
sei stato catturato nel fuoco incrociato di infanzia e notorietà
soffiato via dalla brezza d'acciaio
vieni, oggetto di risate lontane,
vieni sconosciuto,
leggenda,
martire,
e splendi!
hai raggiunto il segreto troppo presto,
hai pianto per la luna
splendi su di te, diamante pazzo
minacciato dalle ombre nella notte,
ed esposto alla luce
splendi su di te, diamante pazzo
beh, hai esaurito il tuo benvenuto con precisione casuale,
hai cavalcato sulla brezza d'acciaio
vieni sognatore, visionario,
vieni pittore,
pifferaio,
prigioniero,
e splendi!

mercoledì 16 maggio 2007

venerdì 20 aprile 2007

Cesano di Roma, 20 aprile 1982...

Il mio servizio di leva è cominciato con il corso per Allievi Ufficiali di Complemento nella caserma di Cesano di Roma, 107° Corso A.U.C., cinque mesi di sofferenza per ottenere la tanto agognata Stelletta da Sottotenente, con cui effettuare i rimanenti dieci mesi di naja.
I ricordi di quel periodo sono molti, e spaziano da quelli puramente relativi all'addestramento a quelli sentimentali, alle amicizie "interrotte"...
La settimana precedente la mia partenza fu particolarmente intensa, in quel periodo stavo lavorando in Sala Corse e come rappresentante per la AMC, avevo da poco terminato la storia con Cony e in teoria avrei voluto rimanere libero per il periodo militare - anche se poi la nuova relazione mi aiutò moltissimo a superare le difficoltà del corso (di questo però non parlerò).
L'orario limite per presentarsi in caserma era fissato alle 18.30: partii da Porta Nuova alle 5 del mattino, mi accompagnò il Socio; del viaggio fino a Roma non ricordo praticamente nulla, neanche se mi fossi portato qualcosa (cosa?) da leggere; all'arrivo a Termini avevo qualche ora di tempo prima della coincidenza con il locale che mi avrebbe portato a Cesano e ne approfittai per andare dal barbiere della stazione (avevo i capelli un po' lunghi e speravo che un taglio cortissimo mi avrebbe salvato dalle successive rasature... invano).
Il trenino mi sbarcò alla stazione di Cesano (pensavo mi sarebbe diventata molto familiare, invece presi il treno solo altre due volte, una per andare a Roma e una per andare a Viterbo, poi per fortuna mi portai la 127 e cominciai a muovermi con quella); da lì percorsi il lungo vialone che porta alla caserma e mi presentai intorno alle 18.
In cortile c'erano allievi pennuti (bersaglieri) che già correvano, vestiti ancora civilmente; aspiranti parà erano già a terra a pompare (effettuare flessioni); passavano ufficiali dei parà a cercare di reclutare all'ultimo momento ancora qualche allievo; noi tutti inquadrati a urlare a squarciagola "sissignore" a un centimetro dalla faccia dei sottufficiali che ci interrogavano (le scene di addestramento di "Ufficiale e gentiluomo" rendono bene l'atmosfera).
Una volta assegnati nelle camerate (la mia era la più grande, 32 letti), abbiamo dovuto aspettare il contrappello con ispezione della camerata (come fu poi per tutte le altre sere, per 5 mesi...), verifica della pulizia del proprio posto letto, ispezione dell'armadietto (ogni tanto), tutte le giacche e le camicie dovevano essere orientate in uno stesso verso...; esame della pulizia sugli spigoli degli armadietti e quando volevano incastrarci, del davanzale esterno delle finestre... ovviamente se c'era polvere scattavano le giornate di punizione.
A turno uno doveva essere responsabile in qualità di capo-camerata (e qui apro una lunga parentesi)
per una fortunata coincidenza, sono stato capocamerata del mese di luglio... e nel mese di luglio per una fortuna coincidenza sono stato per una settimana responsabile N.C.C. (Nucleo Controllo Cucine)... la terza fortunata coincidenza è stata che domenica 11 luglio 1982 l'Italia ha vinto il Mondiale di Calcio in Spagna... la quarta fortunata coincidenza è stata che il lunedì 12, alle 5 del mattino, c'era una compagnia che doveva andare a sparare e quindi alle 4 bisognava aprire la cucina e preparare la colazione per loro; tutto questo ha causato la seguente serie di eventi: un tv venne piazzato su un mobiletto e la partita venne guardata tutti insieme in un corridoio; le scene di esaltazione derivanti dalla vittoria si protrassero fin oltre il contrappello (anche gli ufficiali comunque ci fecero un contrappello particolare quella sera!); una volta nelle camerate, ci furono ancora alcune sbrandate e relative rappresaglie che non terminavano, impedendo comunque a tutti di dormire... dopo alcuni miei avvertimenti caduti nel vuoto (rischiavo comunque io in qualità di capo-camerata), lievemente esasperato anche pensando di dovermi svegliare solo un paio di ore dopo, mi sono alzato è ho sbrandato tutti e 31 della camerata, compreso l'amico Giosuè, ribaltandoli dal letto; una volta sbrandati tutti ho minacciato che il primo che si fosse ancora azzardato ad alzarsi dal letto... mentre rientravo al mio posto, ho sentito dei tentativi di riprendere la baldoria e per "attirare l'attenzione" ho scagliato uno sgabello (di metallo) contro la fila degli armadietti (di metallo)... il fatto che lo sgabello si sia "piantato" con una zampa in un armadietto ha fatto realizzare al resto della camerata che era proprio ora di dormire... Due o tre ore dopo mi sono alzato per andare ad aprire la cucina ai fanti-cucinieri (ero io ad avere le chiavi come responsabile), a quel punto per un'altra oretta non avevo altro da fare (fino all'afflusso per colazione della compagnia che doveva andare a sparare) e ricordo che mi sono messo a dormire su un banco-frigo...
il capo-camerata doveva "presentare la forza" all'Ufficiale di Servizio che provvedeva al contrappello indicando il numero di presenti e la giustificazione per gli assenti (in infermeria, in permesso ecc...); tornando alla prima sera, facemmo il contrappello in abiti civili e anche in quel caso dovemmo urlare una serie di "sissignore".
L'ultima cosa che ricordo che riguardava la camerata è che, in vista del nostro giuramento in programma il 23 maggio, erano in corso operazioni di pittura e restauro delle palazzine; nelle camerate i tubi delle impalcature entravano nelle finestre e ne impedivano la chiusura, per cui per circa un mese dormimmo con le finestre aperte e la temperatura non era mite, soprattutto a causa del vento freddo.

martedì 3 aprile 2007

45

HitParadeItalia - Top10 del 31 Marzo 1962
1 Quando quando quando Tony Renis
2 Let's twist again Chubby Checker
3 Tango italiano Sergio Bruni
4 Like I do Nancy Sinatra
5 Addio addio Domenico Modugno
6 Wheels Billy Vaughn
7 Moon river (Colazione da Tiffany) Nico Fidenco
8 Peppermint twist Adriano Celentano
9 Sway Bobby Rydell
10 Town without pity Gene Pitney

HitParadeItalia - Top10 del 07 Aprile 1962
1 Quando quando quando Tony Renis
2 Like I do Nancy Sinatra
3 La paloma (No more) Elvis Presley
4 Ogni giorno (Love me warm and tender) Paul Anka
5 Town without pity Gene Pitney
6 Wheels Billy Vaughn
7 Facimel 'a twist Frank Verna
8 Moliendo cafè Mina
9 Sway Bobby Rydell
10 Creola Joe Damiano

Dal sito HitParadeItalia

lunedì 19 febbraio 2007

Carnevale di Ivrea

Dopo tanti anni sono tornato al Carnevale di Ivrea, famoso per la battaglia delle arance.Qualcosa è cambiato (per esempio, ora anche l'ingresso è a pagamento) ma fondamentalmente si continua a vivere l'evento con grande interesse e l'aspetto folkloristico è molto alto.Anche le occasioni per scattare buone foto (queste sono di un fotografo professionista però, in attesa di sostituirle con le mie) o girare riprese filmate non mancano.
Per la battaglia vengono utilizzate parecchie decine di tonnellate di arance che giungono ad Ivrea su vagoni ferroviari. Anche se ogni anno molta della produzione italiana di agrumi è destinata al macero, le arance del carnevale hanno comunque un sensibile costo, interamente sostenuto dagli stessi aranceri. Spesso, soprattutto da fuori Ivrea, si alzano voci di indignazione che gridano allo scandalo per lo spreco, alle quali difensori e sostenitori della manifestazione rispondono che le arance utilizzate per la battaglia rimarrebbero probabilmente invendute e conseguentemente distrutte, con ulteriore danno ai produttori e senza alcun beneficio per quelle popolazioni che soffrono la fame e non possono procurarsi questo prodotto.
Per evitare di essere bersagliati a nostra volta, è fatto obbligo agli Eporediesi e ai forestieri di calzare il berretto frigio, simbolo di libertà e di fratellanza.
Questo a fianco è lo storico cappello da cowboy che avevamo acquistato, uguale, io Sergio e Cinzia in occasione della prima visita al Carnevale, millanta anni fa... Basti pensare che la modella che lo indossa nella foto, adesso è universitaria!!


lunedì 1 gennaio 2007

2007

giovedì 28 dicembre 2006

giovedì 21 dicembre 2006

mercoledì 15 novembre 2006

giovedì 2 novembre 2006

Due Novembre

In questa ricorrenza si è portati a ripensare a tutte le persone care, ai volti, ai gesti, alle voci, di coloro che non ci sono più.
Ci sono scomparse antiche e altre più recenti, tuttavia il tempo non lenisce - se non in minima parte - il senso di mancanza e di vuoto che i più amati hanno lasciato.
Il senso della vita...
Non è solo il titolo di una trasmissione televisiva, è L'INTERROGATIVO che ci portiamo dentro
e che siamo destinati a non risolvere mai: ognuno dà una risposta diversa e in base a quella imposta la sua esistenza; la scala di valori può essere estremamente diversa da persona a persona, tanto quanto possono essere diverse tutte le persone tra di loro.
In altri tempi, un mio amico aveva composto diverse poesie con tale argomento: io non sono in grado di esprimere in versi i sentimenti o gli stati d'animo e mi accontenterò di una citazione.



Sono io la morte e porto corona,
io son di tutti voi signora e padrona
e così sono crudele, così forte sono e dura
che non mi fermeranno le tue mura...

Sono io la morte e porto corona,
io son di tutti voi signora e padrona
e davanti alla mia falce il capo tu dovrai chinare
e dell 'oscura morte al passo andare.

Sei l'ospite d'onore del ballo che per te suoniamo,
posa la falce e danza tondo a tondo
il giro di una danza e poi un altro ancora
e tu del tempo non sei più signora.

(A. Branduardi)