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martedì 19 febbraio 2008

Mondiale Rugby 2007 - Italia-Romania



Al termine del breve filmato, due tifose italiane!

giovedì 24 maggio 2007

Campioni d'Europa!


Al termine di una partita non bella ma molto combattuta, il Milan si è laureato per la settima volta Campione d'Europa!



I've paid my dues -
Time after time -
I've done my sentence
But committed no crime -
And bad mistakes
I've made a few
I've had my share of sand kicked in my face -
But I've come through

We are the champions - my friends
And we'll keep on fighting - till the end -
We are the champions -
We are the champions
No time for losers
'Cause we are the champions - of the world -

I've taken my bows
And my curtain calls -
You brought me fame and fortuen and everything that goes with it
-
I thank you all -

But it's been no bed of roses
No pleasure cruise -
I consider it a challenge before the whole human race -
And I ain't gonna lose -

We are the champions - my friends
And we'll keep on fighting - till the end -
We are the champions -
We are the champions
No time for losers
'Cause we are the champions - of the world

giovedì 30 novembre 2006

Calcio: Columbia 92

Da sin.: Haug, Soffio, Tano, Fabio, Roberto C., Beppe, Rino, Marcello, Davide P.
Accosciati: Franco G., ..., ...., Alberto P., Alberto C. (cap.), ... .

Da un gruppo di amici che giocava a tennis, è nata l'idea di trovarsi per tirare due calci ad un pallone; dopo una prima partitella sperimentale in un parco a Venaria, decidemmo di fondare una squadra per partecipare a qualche campionato amatoriale.
Il primo nome della squadra fu un improbabile Twin Peaks derivante dall'infatuazione del Presidente Haug e del Capitano Alberto per l'agente Cooper - o forse per la sua segreteria telefonica Dyane... Vincemmo la prima partita di campionato, 2-0 casalingo, mi pare il primo gol lo avesse segnato Beppe, mentre sul secondo non ho dubbi, una cannonata dalla trequarti di Rino.
Nella stagione successiva, sull'onda del recente viaggio in Canada - British Columbia, abbiamo cambiato il nome della società in Columbia 92; società che diventò polisportiva in quanto ci iscrivemmo anche al campionato di basket (con un po' di giocatori diversi, ovviamente!).
Alle maglie blucerchiate aggiungemmo la divisa arancione che ci contraddistinse per tante stagioni. Eh, bei tempi!
Abbiamo potuto contare, nel corso degli anni, su giocatori buoni e meno buoni, simpatici e meno simpatici (NDR: Albi, sai a chi mi riferisco vero? come si chiamava l'amico di Borgogno?), comunque ci siamo sempre divertiti un sacco e gli aneddoti non mancano.
In porta potevamo contare su due fuoriclasse come Franco Fisher Giacosa e Dome Niko Dellarole, e poi sul comunque valido Artan Tano Mema.
Al centro della difesa si ergeva quale ultimo baluardo Alberto, il Capitano (soprannominato Barnard a causa di un unico rude intervento a cuore aperto a centrocampo, rispetto a un comportamento solitamente più elegante).
Lo affiancava il fiero Marcello - se si fosse trattato di un telefilm americano, lui sarebbe stato il poliziotto cattivo - marcatore arcigno e molto mobile. Tra i centrali difensivi si sono distinti Lalo Michelangelo e il sorprendente Frank Giacosa, positivo anche fuori dai pali.
In linea di massima la fascia sinistra difensiva era di mia competenza, tralasciamo ogni commento, per piacere... Devo dire però che ogni tanto negli sganciamenti riuscivo a timbrare qualche gol, preferibilmente insaccando tiri di Marcello contro il palo o il portiere e che io spingevo da due passi in rete. Tra l'altro quasi tutti i miei gol avvenivano in campi in collina: ho segnato a Riva di Chieri, Pavarolo, Malanghero...
A centrocampo hanno giocato in mediana, nei vari periodi Rino, Fabio Dellarole, Soffio, Valter (talvolta anche in difesa) mentre il compito di rifinitura era appannaggio del Numero 10 Beppe Ricciardi, il cui unico limite alle giocate di fino erano le ginocchia di cristallo (e i tacchetti degli avversari); altro grande trequartista è stato uno dei nostri stranieri, un peruviano che disponeva di colpi veramente vellutati.
Sulla fascia operavano Enrico Albanese e il buon Angelo Ruggiero. E' stato un buon realizzatore anche se è rimasto memorabile soprattutto per un episodio: in una partita in cui l'arbitro ci stava dando abbastanza contro e lui era già stato ammonito; ad un certo punto l'arbitro gli fischia un fallo contro, lui si indispettisce e protesta, l'arbitro gli mostra il secondo giallo e poi il rosso; allora Angelo, furente, gli si avventa contro e, strappandogli il cartellino di mano e gettandolo per terra gli urla la fatidica frase "devi morire con la giacchetta nera!!" Grandissimo! Nove settimane di squalifica...
In attacco i nostri frombolieri sono stati Morello e Zaccarella, centravanti classici e molto affidabili, il lungo Roberto Citterio, forte di testa, il funambolico Manuel Huayamares, altro peruviano, il nostro capocannoniere nella nostra miglior stagione, quando sfiorammo il passaggio in Eccellenza.
Concludo ricordando il torneo di Greggio (NO), dove fummo invitati dal C.S.I. quale rappresentante torinese: disputammo due partite in mattinata, ottenendo due pareggi. Dovevamo ancora giocare nel pomeriggio una partita ma non potevamo comunque qualificarci alla fase successiva; fatto sta che a pranzo andammo in trattoria e NON ci ALIMENTAMMO come avrebbero dovuto fare degli sportivi prima di una gara! No, direi di no... e soprattutto non avremmo dovuto BERE quello che abbiamo bevuto!
Naturalmente perdemmo quella partita ma la cosa più tragica fu vedere il nostro giocatore che fungeva da guardalinee, correre lungo il campo (ubriaco?) sventolando la bandierina!!

martedì 28 novembre 2006

La Stella: io c'ero...

Penultima giornata del campionato 1978-79, al Milan basta un pareggio interno con il Bologna per conquistare matematicamente lo scudetto numero 10 della sua storia, che gli darebbe diritto di poter sfoggiare la tanto agognata stella.
L'ultima volta che il Milan era arrivato così vicino a questo traguardo era finita malissimo: era l'ultima giornata del campionato 1972-73, con un punto di vantaggio su Juventus e Lazio. Poi però lo scudetto andò ai bianconeri, mentre il Milan perdeva incredibilmente 5-3 in casa del Verona... (eravamo cotti dopo la vittoria della Coppa delle Coppe conseguita solo 3 giorni prima a Salonicco, Milan-Leeds 1-0)
Riuscii a combinare con alcuni parenti residenti a Milano, che riuscirono a procurarsi il prezioso biglietto e mi accompagnarono a San Siro.
Sembrava però che ci fosse ancora una volta un sortilegio che ci avrebbe impedito questa conquista: la partita rischiava di non poter essere giocata per motivi di ordine pubblico in quanto era stato occupato un settore del terzo anello che era stato dichiarato inagibile.
Intervenne al microfono Gianni Rivera e finalmente, sgomberato il settore, la partita potè avere luogo. Furono 90 minuti di noia mortale, in quanto anche al Bologna fare un punto andava benissimo, per cui le due squadre si guardarono bene dall'avvicinarsi all'area avversaria.
Al triplice fischio, boato della folla e pacifica invasione di campo: io riuscii ad arrivare sul prato e - mentre altri provvedevano a rastrellare qualunque cosa potesse essere considerato un cimelio a ricordo della storica giornata - raccolsi alcuni fili d'erba che conservo ancora, ormai bianchi.

lunedì 20 novembre 2006

Mondiali di calcio: Italia '90

Torino, 24 giugno 1990 - Stadio delle Alpi
Ottavi di finale: Argentina-Brasile 1-0 - Caniggia 80°
Foto da me scattata all'uscita dello stadio

Il Campionato Mondiale di Calcio svoltosi nel 1990 in Italia sarà per sempre ricordato come la più grande occasione sprecata, dalla nostra Nazionale, per vincere il titolo.
In quella edizione, sembrava che ogni cosa girasse per il verso giusto, le avversarie tradizionali non sembravano irresistibili, il Brasile, la Germania, l'Argentina, l'Olanda, l'Inghilterra... Certo, squadre sempre difficili da battere ma sicuramente meno competitive di altre volte.
Per di più, dopo le prime partite, l'Italia sembrava aver trovato la formula vincente, con un grande Baggio e uno spiritato Salvatore Totò Schillaci che riusciva a tradurre in gol qualunque pallone transitasse nei suoi paraggi; la difesa, inutile dirlo, era stata all'altezza della nostra tradizione, senza subire goal nelle prime 5 partite. E poi...
E poi successe il dramma... Certo, una sconfitta in semifinale contro l'Argentina poteva capitare, ma per come si è materializzata l'amaro in bocca c'è stato. Innanzi tutto nei giorni precedenti la partita, Maradona, eroe del Napoli dello scudetto, aveva aizzato il pubblico del S. Paolo - fu l'unica partita che l'Italia non giocò a Roma, in quanto le semifinali erano in programa una a Torino e l'altra appunto a Napoli - tanto da far sentire l'Italia quasi in campo neutro, se non proprio in trasferta...
Poi l'inizio della partita e il gol del vantaggio con Schillaci - sempre lui - sembrava orientare ancora una volta il risultato a nostro favore; infine la mezza papera in uscita di Walter Zenga e il gol di testa di Caniggia. Uno a uno, supplementari e sconfitta ai rigori (come USA 94 in finale contro il Brasile, come Francia 98 nei quarti di finale e però a differenza di Berlino 2006!)
A Torino io e Luciano prenotammo due carnet di biglietti per vedere nel nuovo Stadio delle Alpi le partite in programma: si giocava il gruppo del Brasile, che incontrò Svezia, Costarica e Scozia.
Negli Ottavi di finale era in cartellone un intrigante Brasile-Argentina, quest'ultima ripescata come miglior terza, in un girone dietro a Camerun (!) e Romania.
L'astuzia dei biancazzurri prevalse sull'evanescenza dei verdeoro. Lo spettacolo del pubblico comunque fu fantastico: il tifo brasiliano ci aveva allietato durante tutte e quattro le partite e anche nel momento della sconfitta, fecero buon viso a cattiva sorte.
L'ultima partita in programma a Torino era la semifinale: ci toccò un Germania-Inghilterra emozionante, finito 1-1 e poi vinto dai tedeschi ai rigori.
Di quell'esperienza ricordo i suggestivi tramonti che si vedevano dietro la tribuna Ovest, lo stadio gremito di tifosi festanti e non violenti e in generale l'atmosfera di festa che si respirava; atmosfera che ho poi ritrovato solo raramente negli stadi e ho dovuto aspettare invece la manifestazione olimpica.
Perchè tifosi di nazionali avversarie possono coesistere e quelli di squadre italiane devono massacrarsi ogni settimana?

mercoledì 15 novembre 2006

Basket

Tra i vari sport che ho praticato, quello che mi ha divertito di più è stato il basket.
Ho iniziato a giocare in Seconda Elementare, nel Gruppo Sportivo Casati: la mia maglia era la #21 verde (la seconda squadra aveva le maglie viola). L'allenatore era il mitico Maestro Puzzolo; tra i miei compagni di quella squadra ricordo il fortissimo #4 Franco Rosingana, il #7 Mario Serratrice, il #11 Paolo Silvano e il #9 Mario Rigano. La prima partita la giocammo in trasferta, contro la Scuola Parini, in corso Giulio Cesare, e vincemmo 26-10 (misi a segno 4 punti).
Dopo qualche anno tuttavia dovetti abbandonare il basket in quanto il Casati non aveva squadre oltre una certa età, per cui Puzzolo mi chiese di passare alla pallavolo (la allora da me odiatissima pallavolo). Ci pensai un po' su e alla fine mi decisi di accettare e giocai nella Juniores e poi in Serie D per quasi una decina d'anni.
Ma l'amore per il basket era solo provvisoriamente sopìto: giocai a basket ancora nelle superiori nella squadra della mia classe, con Gianni JR Rocci e Massimo Max Marcori ed erano mitiche le sfide della nostra V^ D contro l'acerrima rivale V^ E.
Appena possibile ripresi a giocare e l'occasione fu il torneo interno della Banca in cui lavoravo, la gloriosa Comit. La mia squadra vinse il torneo e io fui capocannoniere - 100 punti tondi in 4 partite - con tanto di foto e articolo sul giornale aziendale.
Dopo aver ripreso il gusto del canestro, diventava difficile accontentarsi di poche partite all'anno, più qualche settimana di allenamento; capitò l'occasione di poter rilevare delle ore in una palestra, cosicchè con qualche collega - Roberto Citterio, Franco Scagno, Ermanno Basso, Luciano Bandieri... - qualche compagno di scuola - Gianni, Max... - e qualche amico aggiunto - Willem Tousijn, Luca D'Errico - ricominciammo ad allenarci e giocare tra di noi, finchè decidemmo di iscriverci a un campionato C.S.I.
Da quel momento, molti giocatori si sono avvicendati, a Luciano Bandieri si sono sostituiti i figli Mario e Gianni, la palestra è diventata quella di Pianezza, ma fondamentalmente lo spirito è rimasto quello iniziale.

In queste foto è ritratta la squadra che ha partecipato come Comit al Torneo Interbancario Torinese 1998, vincendo in finale contro il forte San Paolo di Mussini e Bedetti.


Formazione:
In piedi da sinistra: Bandieri Luciano (coach); #1 Casciarola Michele; #6 Bandieri Gianni; #20 Soffietti Roberto; #5 Di Puccio Davide; #21 Cosi Augusto (cap.);
Accosciati: #7 Bandieri Mario; #14 Anfossi Cristiano; #4 Mema Artan; #0 Di Fazio Giuseppe.

Top scorer del torneo: #7 Bandieri Mario