venerdì 20 aprile 2007

Cesano di Roma, 20 aprile 1982...

Il mio servizio di leva è cominciato con il corso per Allievi Ufficiali di Complemento nella caserma di Cesano di Roma, 107° Corso A.U.C., cinque mesi di sofferenza per ottenere la tanto agognata Stelletta da Sottotenente, con cui effettuare i rimanenti dieci mesi di naja.
I ricordi di quel periodo sono molti, e spaziano da quelli puramente relativi all'addestramento a quelli sentimentali, alle amicizie "interrotte"...
La settimana precedente la mia partenza fu particolarmente intensa, in quel periodo stavo lavorando in Sala Corse e come rappresentante per la AMC, avevo da poco terminato la storia con Cony e in teoria avrei voluto rimanere libero per il periodo militare - anche se poi la nuova relazione mi aiutò moltissimo a superare le difficoltà del corso (di questo però non parlerò).
L'orario limite per presentarsi in caserma era fissato alle 18.30: partii da Porta Nuova alle 5 del mattino, mi accompagnò il Socio; del viaggio fino a Roma non ricordo praticamente nulla, neanche se mi fossi portato qualcosa (cosa?) da leggere; all'arrivo a Termini avevo qualche ora di tempo prima della coincidenza con il locale che mi avrebbe portato a Cesano e ne approfittai per andare dal barbiere della stazione (avevo i capelli un po' lunghi e speravo che un taglio cortissimo mi avrebbe salvato dalle successive rasature... invano).
Il trenino mi sbarcò alla stazione di Cesano (pensavo mi sarebbe diventata molto familiare, invece presi il treno solo altre due volte, una per andare a Roma e una per andare a Viterbo, poi per fortuna mi portai la 127 e cominciai a muovermi con quella); da lì percorsi il lungo vialone che porta alla caserma e mi presentai intorno alle 18.
In cortile c'erano allievi pennuti (bersaglieri) che già correvano, vestiti ancora civilmente; aspiranti parà erano già a terra a pompare (effettuare flessioni); passavano ufficiali dei parà a cercare di reclutare all'ultimo momento ancora qualche allievo; noi tutti inquadrati a urlare a squarciagola "sissignore" a un centimetro dalla faccia dei sottufficiali che ci interrogavano (le scene di addestramento di "Ufficiale e gentiluomo" rendono bene l'atmosfera).
Una volta assegnati nelle camerate (la mia era la più grande, 32 letti), abbiamo dovuto aspettare il contrappello con ispezione della camerata (come fu poi per tutte le altre sere, per 5 mesi...), verifica della pulizia del proprio posto letto, ispezione dell'armadietto (ogni tanto), tutte le giacche e le camicie dovevano essere orientate in uno stesso verso...; esame della pulizia sugli spigoli degli armadietti e quando volevano incastrarci, del davanzale esterno delle finestre... ovviamente se c'era polvere scattavano le giornate di punizione.
A turno uno doveva essere responsabile in qualità di capo-camerata (e qui apro una lunga parentesi)
per una fortunata coincidenza, sono stato capocamerata del mese di luglio... e nel mese di luglio per una fortuna coincidenza sono stato per una settimana responsabile N.C.C. (Nucleo Controllo Cucine)... la terza fortunata coincidenza è stata che domenica 11 luglio 1982 l'Italia ha vinto il Mondiale di Calcio in Spagna... la quarta fortunata coincidenza è stata che il lunedì 12, alle 5 del mattino, c'era una compagnia che doveva andare a sparare e quindi alle 4 bisognava aprire la cucina e preparare la colazione per loro; tutto questo ha causato la seguente serie di eventi: un tv venne piazzato su un mobiletto e la partita venne guardata tutti insieme in un corridoio; le scene di esaltazione derivanti dalla vittoria si protrassero fin oltre il contrappello (anche gli ufficiali comunque ci fecero un contrappello particolare quella sera!); una volta nelle camerate, ci furono ancora alcune sbrandate e relative rappresaglie che non terminavano, impedendo comunque a tutti di dormire... dopo alcuni miei avvertimenti caduti nel vuoto (rischiavo comunque io in qualità di capo-camerata), lievemente esasperato anche pensando di dovermi svegliare solo un paio di ore dopo, mi sono alzato è ho sbrandato tutti e 31 della camerata, compreso l'amico Giosuè, ribaltandoli dal letto; una volta sbrandati tutti ho minacciato che il primo che si fosse ancora azzardato ad alzarsi dal letto... mentre rientravo al mio posto, ho sentito dei tentativi di riprendere la baldoria e per "attirare l'attenzione" ho scagliato uno sgabello (di metallo) contro la fila degli armadietti (di metallo)... il fatto che lo sgabello si sia "piantato" con una zampa in un armadietto ha fatto realizzare al resto della camerata che era proprio ora di dormire... Due o tre ore dopo mi sono alzato per andare ad aprire la cucina ai fanti-cucinieri (ero io ad avere le chiavi come responsabile), a quel punto per un'altra oretta non avevo altro da fare (fino all'afflusso per colazione della compagnia che doveva andare a sparare) e ricordo che mi sono messo a dormire su un banco-frigo...
il capo-camerata doveva "presentare la forza" all'Ufficiale di Servizio che provvedeva al contrappello indicando il numero di presenti e la giustificazione per gli assenti (in infermeria, in permesso ecc...); tornando alla prima sera, facemmo il contrappello in abiti civili e anche in quel caso dovemmo urlare una serie di "sissignore".
L'ultima cosa che ricordo che riguardava la camerata è che, in vista del nostro giuramento in programma il 23 maggio, erano in corso operazioni di pittura e restauro delle palazzine; nelle camerate i tubi delle impalcature entravano nelle finestre e ne impedivano la chiusura, per cui per circa un mese dormimmo con le finestre aperte e la temperatura non era mite, soprattutto a causa del vento freddo.

venerdì 6 aprile 2007

The Wall (non solo Pink Floyd...)



The Wall è sicuramente una pietra miliare nella storia della musica. Ancora una volta i Pink Floyd avevano prodotto un capolavoro, questa volta ancora più completo degli ottimi "The dark side of the moon" e di "Wish you were here". In questo doppio album sono riusciti a comporre un'opera rock con una storia (autobiografica?) dall'inizio alla fine, e infatti poi ne è stato tratto un film.
Raccontata in poche righe, è la storia di un ragazzo che perde il padre in giovane età (in guerra) e resta in balìa delle fobie della madre. Il "Muro" di cui si parla è quello che inizia a costruirsi intorno per la paura dal mondo esterno.
Perchè proprio oggi mi viene spontaneo parlare di The Wall? Perchè spero che un "muro" di mia conoscenza inizi a sgretolarsi e non sia ancora così alto e solido come si potrebbe temere...




Outside the Wall
All alone, or in twos
The ones who really love you
Walk up and down outside the wall
Some hand in hand
Some gather together in bands
The bleeding hearts and the artists
Make their stand
And when they've given you their all
Some stagger and fall
After all its not easy
Banging your heart against some mad buggers
Wall

Fuori dal muro
Soli, o a coppie
Quelli che davvero ti amano
Camminano su e giù fuori dal muro
Qualcuno mano nella mano
Qualcuno si riunisce in band
I cuori sanguinanti e gli artisti
Fanno la loro comparsa
E quando hanno dato tutto ciò che potevano
Alcuni barcollano e cadono
Dopo tutto non è facile
Sbattere il tuo cuore contro uno stupido fottuto
Muro.

Per i testi e le traduzioni dell'album, segnalo questo sito: Marcello Mac Mancini Home Page

martedì 3 aprile 2007

45

HitParadeItalia - Top10 del 31 Marzo 1962
1 Quando quando quando Tony Renis
2 Let's twist again Chubby Checker
3 Tango italiano Sergio Bruni
4 Like I do Nancy Sinatra
5 Addio addio Domenico Modugno
6 Wheels Billy Vaughn
7 Moon river (Colazione da Tiffany) Nico Fidenco
8 Peppermint twist Adriano Celentano
9 Sway Bobby Rydell
10 Town without pity Gene Pitney

HitParadeItalia - Top10 del 07 Aprile 1962
1 Quando quando quando Tony Renis
2 Like I do Nancy Sinatra
3 La paloma (No more) Elvis Presley
4 Ogni giorno (Love me warm and tender) Paul Anka
5 Town without pity Gene Pitney
6 Wheels Billy Vaughn
7 Facimel 'a twist Frank Verna
8 Moliendo cafè Mina
9 Sway Bobby Rydell
10 Creola Joe Damiano

Dal sito HitParadeItalia

lunedì 19 febbraio 2007

Carnevale di Ivrea

Dopo tanti anni sono tornato al Carnevale di Ivrea, famoso per la battaglia delle arance.Qualcosa è cambiato (per esempio, ora anche l'ingresso è a pagamento) ma fondamentalmente si continua a vivere l'evento con grande interesse e l'aspetto folkloristico è molto alto.Anche le occasioni per scattare buone foto (queste sono di un fotografo professionista però, in attesa di sostituirle con le mie) o girare riprese filmate non mancano.
Per la battaglia vengono utilizzate parecchie decine di tonnellate di arance che giungono ad Ivrea su vagoni ferroviari. Anche se ogni anno molta della produzione italiana di agrumi è destinata al macero, le arance del carnevale hanno comunque un sensibile costo, interamente sostenuto dagli stessi aranceri. Spesso, soprattutto da fuori Ivrea, si alzano voci di indignazione che gridano allo scandalo per lo spreco, alle quali difensori e sostenitori della manifestazione rispondono che le arance utilizzate per la battaglia rimarrebbero probabilmente invendute e conseguentemente distrutte, con ulteriore danno ai produttori e senza alcun beneficio per quelle popolazioni che soffrono la fame e non possono procurarsi questo prodotto.
Per evitare di essere bersagliati a nostra volta, è fatto obbligo agli Eporediesi e ai forestieri di calzare il berretto frigio, simbolo di libertà e di fratellanza.
Questo a fianco è lo storico cappello da cowboy che avevamo acquistato, uguale, io Sergio e Cinzia in occasione della prima visita al Carnevale, millanta anni fa... Basti pensare che la modella che lo indossa nella foto, adesso è universitaria!!


domenica 18 febbraio 2007

Lucio Dalla

COSA SARA' (Dalla - De Gregori)

Cosa sarà che fa crescere gli alberi e la felicità,
che fa morire a vent'anni anche se campi fino a cento.
Cosa sarà a far muovere il vento a far fermare il poeta ubriaco
a dare la morte per un pezzo di pane o per un bacio non dato
Oh, cosa sarà, che ti svegli al mattino e sei serio
che ti fa morire di dentro di notte
all'ombra di un desiderio, cosa sarà.
Che ti spinge ad amare una donna bassina e perduta
la bottiglia che ti ubriaca anche se non l'hai bevuta.

Cosa sarà che ti spinge a picchiare il tuo re
che ti porta a cercare il giusto dove giustizia non c'è.
Cosa sarà che ti fa comprare di tutto
anche se è di niente che hai bisogno
cosa sarà che ti strappa dal sogno
Oh cosa sarà. Che ti fa uscire di tasca dei no, non ci sto
che ti getta nel mare e ti viene a salvare, oh, cosa sarà.
Che dobbiamo cercare, che dobbiamo cercare.

Cosa sarà che ti fa lasciare la bicicletta sul muro
e camminare la sera con un amico a parlare del futuro.
Cosa sarà questo strano coraggio, paura che ci prende
e ci porta ad ascoltare la notte…che scende. Oh cosa sarà…
Quell'uomo e il suo cuore benedetto
che è sceso dalle scarpe e dal letto, si è sentito solo.
E' come l'uccello che è in volo,
come l'uccello che è in volo si ferma e guarda giù.




L'ANNO CHE VERRA' (L. Dalla)

Caro amico ti scrivo,
così mi distraggo un po'
e siccome sei molto lontano
più forte ti scriverò.

Da quando sei partito
c'è una grossa novità,
l'anno vecchio è finito ormai
Ma qualcosa ancora qui non va.
Si esce poco la sera
compreso quando è festa
e c'è chi ha messo dei sacchi di sabbia
vicino alla finestra
E si sta senza parlare
per intere settimane
e a quelli che hanno niente da dire
del tempo ne rimane.

Ma la televisione
ha detto che il nuovo anno
porterà una trasformazione
e tutti quanti stiamo già aspettando.
Sarà tre volte Natale
e festa tutto il giorno
ogni Cristo scenderà dalla croce
e anche gli uccelli faranno ritorno.
Ci sarà da mangiare
e luce tutto l'anno
anche i muti potranno parlare
mentre i sordi già lo fanno.

E si farà l'amore
ognuno come gli va
anche i preti potranno sposarsi
ma soltanto a una certa età.
E senza grandi disturbi
qualcuno sparirà,
saranno forse i troppo furbi
e i cretini di ogni età.

Vedi caro amico,
cosa ti scrivo e ti dico
e come sono contento
di essere qui in questo momento,
vedi, vedi, vedi, vedi
vedi caro amico
cosa si deve inventare
per poter riderci sopra
per continuare a sperare.
E se quest'anno poi passasse in un istante
vedi amico mio
come diventa importante
che in quest'istante ci sia anch'io.

L'anno che sta arrivando
tra un anno passerà
io mi sto preparando
è questa la novità.



lunedì 1 gennaio 2007

2007

giovedì 28 dicembre 2006

giovedì 21 dicembre 2006

lunedì 18 dicembre 2006

Hattrick

Hattrick è la simulazione online della gestione di una squadra di calcio, è un gioco gratuito che appassiona migliaia di appassionati in tutto il mondo! E' nato in Svezia nel 1997 e ora è diffuso in un centinaio di nazioni, con quasi un milione di squadre!
I princìpi di base sono molto semplici, il difficile è poi prendere le scelte migliori e far rendere al massimo la propria squadra.
Innanzi tutto ci si deve iscrivere, dopo qualche giorno ci viene assegnata una squadra composta da 18 giocatori e un allenatore, si viene iscritti a un campionato con girone di 8 squadre (in Italia attualmente si entra in X serie) e da questo momento voi siete il manager che deve decidere tutto.
Come prima cosa, conviene valutare la rosa di giocatori che ci è stata assegnata, perchè ogni singolo giocatore ha caratteristiche che lo rendono unico e diverso dagli altri: sono cioè i livelli delle varie abilità che compongono il bagaglio tecnico di un calciatore, la capacità di parare, difendere, fare cross, tirare in porta, fare passaggi, tirare punizioni, creare gioco e resistere alla fatica. Per ognuna di queste caratteristiche, ogni giocatore può avere una valutazione da 0 (inesistente) a 20 (divino!); inizialmente i valori saranno tendenzialmente bassi ma possono (e dovranno) essere migliorati con l'allenamento. Ogni giocatore inoltre ha un'età e un proprio carattere che influirà sullo spogliatoio e sulla sua condotta in campo.
Assegnati approssimativamente i primi ruoli, si è subito impegnati in campo, perchè ogni sabato alle 12 si gioca la partita di campionato e ogni martedì è possibile organizzare una amichevole da disputarsi contro una qualunque squadra di qualunque serie di qualunque nazione.
Di ogni partita è possibile leggere la cronaca (in diretta o in seguito) e alla fine un riepilogo dei valori di reparto (centrocampo, difesa destra, sinistra e centrale e attacco destro, sinistro e centrale); inoltre ogni giocatore riceverà una valutazione individuale della prestazione, in base ai propri valori relativi al ruolo in cui ha giocato e al suo stato di forma del momento.
E' importante anche pianificare il tipo di allenamento che si vuole applicare, considerando che ogni settimana si può scegliere solo un tipo di allenamento (attacco, difesa, regia, cross... eccetera) e i giocatori che ne beneficieranno saranno solo quelli che nella settimana in questione sono scesi in campo in quel ruolo. Bisogna considerare che i giocatori giovani imparano molto più rapidamente, quindi è opportuno acquistare giocatori di 17/18 anni da far crescere con l'allenamento.
L'economia in Hattick è un aspetto importantissimo: tra le entrate troviamo gli sponsor, gli incassi derivanti dalle vendite dei biglietti e i proventi dalle vendite dei giocatori, viceversa tra le uscite ci sono i costi di manutenzione dello stadio, gli stipendi dei giocatori e dello staff (allenatori, medici, fisioterapisti, psicologi, economisti, addetti stampa...) e gli eventuali acquisti di giocatori.
Già, perchè una volta fatti crescere, i giovani allenati possono essere venduti ad altre squadre: tutto avviene tramite un sistema d'asta, il giocatore resterà nella lista trasferimenti per 3 giorni, al termine dei quali se lo aggiudicherà il miglior offerente; analogamente, possiamo cercare sul mercato mondiale un rinforzo per la nostra squadra, specificando le caratteristiche con cui lo vogliamo, cioè il livello di regia o di passaggi o l'abilità nei calci piazzati.
I migliori giocatori possono venire selezionati per giocare nella propria Nazionale, o nella Under 20 avendone i requisiti, e difendere i colori dell'Italia nei Campionati Mondiali affrontando le altre Nazionali.
Le squadre di club come la nostra invece potranno essere promosse o retrocedere, proprio come avviene nella realtà.
Il manager dovrà infine occuparsi dei lavori di ampliamento dello stadio, di ingaggiare un allenatore sempre migliore, di gestire al meglio le risorse disponibili.
Insomma, un gioco completo, adatto sia per chi ha molto tempo a disposizione sia per chi lo segue mezzora alla settimana (certo, i risultati possono essere diversi...)
Lo consiglio a chiunque abbia una connessione internet e la passione per il calcio!

giovedì 7 dicembre 2006

Che bella l'Olanda... SMUACK!

Organizzammo il viaggio in Olanda con due camper, eravamo 4 coppie; ci eravamo anche dotati di 2 radio ricetrasmittenti per mantenerci in contatto ed evitare di perderci. Gli equipaggi erano così formati: nel primo camper Franco & Orsola e io & Paola, mentre nel secondo c'erano Gianni & Maria e Max & Marina.
Siamo già partiti con mezza giornata di ritardo sulla tabella di marcia perchè uno dei camper che avevamo affittato, non stava in moto. Era stato appena restituito da un gruppo che aveva partecipato ad un raduno di alpini (mi pare a Padova); si scoprì poi che avevano evidentemente preso una pietra o un marciapiede alto ed avevano sbattuto il fondo del serbatoio, piegando la cannula che effettuava il pescaggio del carburante, poi il serbatoio, in pvc aveva ripreso la sua forma e i meccanici non si capacitavano di quello che poteva essere successo.
Partimmo quindi il mattino dopo, entusiasmo comunque alle stelle.
Superata la Svizzera, ci fermiamo un paio di volte a fare rifornimento e a ristorarci quando, in autostrada in Germania, vedo il camper di Gianni e Max restare indietro e contemporaneamente via radio giunge il grido di aiuto: "Perde potenza! Perde potenza!"
Ci fermiamo e torniamo indietro a piedi io e Franco per accertarci della natura del guasto, a quel punto con il timore di passare le ferie in un qualche anonimo paesino tedesco in attesa della riparazione...
In effetti il camper si è spento e non va in moto, anche qui si scopre però che è colpa del carburante: sì, nel senso che se finisce il motore si spegne... Ma come è potuto succedere che il camper 1 (il nostro) avesse ancora mezzo serbatoio pieno e il camper 2 fosse a secco? Ma perchè quando ci siamo fermati, io e Franco facevamo il pieno, loro mettevano 20.000 lire!! GRAURRR!
Insomma siamo arrivati in Olanda, uno dei primi pasti è stato all'interno di un parco bellissimo; lì Massimo è riuscito a far versare del LATTE sulla bistecca di Gianni convincendolo che fosse una salsina speciale!
Abbiamo visitato le dighe (giornata con vento fortissimo), le città principali e naturalmente i mulini a vento.
Quel giorno arrivammo nei loro pressi nel tardo pomeriggio, così decidemmo di dormire nel parcheggio adiacente per trovarci poi l'indomani mattina già sul posto.
Cenammo lì in camper e giocammo con il freesbee nel parcheggio deserto (fino a quando non lo abbiamo buttato nel vicino canale); al momento di andare a dormire, abbiamo visto passare un gruppo di motociclisti, di cui alcuni hanno fatto un giro nel parcheggio e poi se ne sono andati.
Ci siamo ritirati nei camper per la notte ma eravamo un po' agitati per quella visita imprevista ed effettivamente eravamo in un luogo totalmente isolato; nel nostro camper abbiamo deciso allora di spostarci in paese per dormire: io sono andato a bussare all'altro camper e visto che erano d'accordo, ci siamo trasferiti in paese, parcheggiando in una piazza centrale, vicino a una chiesa mi pare.
Tuttavia, nel cuore della notte, sentimmo arrivare proprio dei motociclisti, girare intorno ai nostri camper e, cosa stranissima, una moto aveva una specie di carrello a rimorchio su cui era installato un impianto musicale che suonava a tutto volume!
Ce la siamo fatta un po' sotto, anche perchè la cosa è durata una mezzora buona... poi come sono arrivati, finalmente se ne andarono anche se poi per il resto della notte non è che dormii troppo tranquillo!
Al ritorno, poi, quando ci trovammo per guardare il filmato fatto con la telecamera, grasse risate nelle sequenze riprese all'interno di un bel parco da Marina - che era seduta in bicicletta dietro di me. Il fatto che fossimo in bici, con il movimento e gli sbalzi, facevano si che tutto il filmato risultasse molto mosso; solo una cosa rimase perfettamente inquadrata e a fuoco: la maglietta di Paola che ci stava superando in bici al grido di "che bella l'Olanda! MUA'!" su cui campeggiava la scritta "VIENNA"!!! (clicca sulla foto per l'ingrandimento)